È stata grandissima l’adesione allo sciopero nazionale del settore automotive indetto da Fim, Fiom, Uilm, con l’obiettivo di “Cambiare marcia e accelerare verso un futuro più giusto”.

La crisi del settore automotive rischia di provocare effetti devastanti per la produzione e l’occupazione. Sono urgenti risposte da parte dell’Unione europea, del Governo e di Stellantis e delle aziende della componentistica.

Ventimila lavoratori provenienti da tutta Italia hanno manifestato a Roma insieme per difendere l’occupazione, il lavoro e per rilanciare il futuro dell’industria dell’auto in Italia e in Europa.


Il piano industriale di Stellantis deve prevedere missioni produttive in grado di saturare tutti gli stabilimenti, nonché investimenti in ricerca e più in generale negli enti centrali e invertire la tendenza di cassa integrazione favorendo nuove assunzioni.


L’Unione europea sia coerente e conseguente rispetto il percorso di elettrificazione e stanzi tutte le risorse necessarie a sostenere il settore e a rendere la cosiddetta transizione sostenibile. Il Governo deve assumersi le sue responsabilità e svolgere un ruolo decisivo. Non è più rinviabile il coinvolgimento della Presidenza del Consiglio, del presidente di Stellantis John Elkann e dell’amministratore delegato Carlos Tavares, che insieme alle organizzazioni sindacali, determinino le prospettive dell’automotive nel nostro Paese, per poter dare risposte ai lavoratori degli stabilimenti Stellantis e delle aziende della componentistica.









