Formazione, Innovazione ed Eco-compatibilità

Marzo 4, 2019
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Tutti abbiamo a cuore la nostra terra ed il problema ambientale è interesse di tutti, nessuno è immune a ciò che da decenni sta esponendo ad un rischio altissimo la popolazione provinciale.

La rivoluzione industriale,avvenuta nei primi anni del ‘900, ha sicuramente avviato un processo di sconvolgimento ecologico, con il quale l’uomo ha cominciato a convivere, ad accettare ma non sicuramente a sostenere a livello fisico ed ambientale.

Nel nostro territorio l’industrializzazione è avvenuta in netto ritardo,potremmo collocare questo periodo sicuramente nell’immediato dopoguerra,quando dopo la realizzazione dell’autostrada del Sole, la Ciociaria ben presto divenne uno dei più importanti poli industriali della penisola e nacquero importanti realtà industriali manifatturiere metalmeccaniche,tessili,chimiche ecc.. distribuendosi dall’area nord (Anagni), centro (Frosinone) e sud (Cassino).

Chiaramente in breve tempo tutto ciò portò a delle importanti ricadute sociali ed economiche, trasformando quella che era una economia legata all’agricoltura ed alle attività ad essa correlate, in una delle più importanti aree produttive del centro-sud.
Se tutto ciò a livello occupazionale è stato per il nostro territorio una svolta importante,che ci ha permesso di paragonarci con altre realtà industriali, per quanto riguarda l’ambiente e gli impatti sul nostro territorio, ci ha insegnato che molte cose fatte non dovranno sicuramente essere ripetute.
Negli anni molte di queste aziende hanno deciso di chiudere o dislocare in altre aree le produzioni, lasciando a macchia di leopardo decine di siti industriali dismessi ,che in alcuni casi inquinano più di quando gli impianti erano attivi.

Il problema è andato via via crescendo,fino a portare alle cronache la nostra provincia, per avere il triste primato di “Provincia più inquinata d’Italia”, i dati relativi alla presenza nell’aria di PM10 con concentrazioni che sforano per lunghi periodi il limite consentito e la presenza nel fiume Sacco di betaESACLOROCICLOESANO, fanno accrescere nelle popolazione una paura certificata dai casi di malattie di tipo oncologico che colpiscono l’apparato respiratorio,quello epatico e quello gastrointestinale, mietendo vittime da anni.

Numerose associazioni di cittadini si stanno muovendo per dare risalto a questa criticità.

La bassa attenzione che si è avuta in passato, figlia di una scarsa sensibilità sulla questione ambientale,si è sommata a qualche inefficienza da parte di tutti i soggetti coinvolti.
Un atteggiamento passivo e soprattutto l’assenza di una progettazione industriale più attenta alla sostenibilità ambientale  sono state la cause delle gravi criticità in materia ambientale nella nostra provincia.

Ci troviamo nel vivo della quarta rivoluzione industriale(Industry 4.0),il modo di produrre cambia, si evolve nelle smart Factory’s (fabbriche intelligenti) in grado di dare un lavoro sempre meno fisico e più digitale, dove lo studio dell’ergonomia è centrale, come lo è il lavoratore, inteso come capitale umano, dove la formazione è una risorsa da arricchire sempre più nell’ottica di una crescita professionale.

Nasce pertanto l’esigenza e la ricerca di un ecosistema industriale (ecosistema 4.0) in grado di auto fornirsi dell’energia necessaria per sviluppare il proprio lavoro e lo studio di un lavoro che abbia un basso impatto ambientale nella lavorazione stessa, producendo meno scarti non riciclabili da lavorazione, materie prime riciclabili e biodegradabili, con l’obiettivo primario di ridurre sempre più fino a portare azero l’impatto ambientale.

Come dicevo in apertura perché, oggi la Fim-Cisl di Frosinone che rappresenta in provincia la prima organizzazione in termine di iscritti attivi nel comparto industria oggi organizza questo evento?
Sicuramente perché il Sindacato in generale deve riprendersi il ruolo che ha nella società, ovvero la sua funzione di soggetto educatore, attraverso la risorsa più importante a sua disposizione, ovvero la rappresentanza sui posti di lavoro, avvicinando e sensibilizzando il lavoratore/cittadino sia dentro che fuori il posto di lavoro.
In un mondo che cambia cosi velocemente,dobbiamo profondere ogni sforzo necessario al fine di creare le condizioni di un lavoro meno pesante e più cognitivo, di trasformare il posto di lavoro in un luogo di lavoro dove vivere e crescere professionalmente vada di pari passo alla creazione di una consapevolezza finalizzata a non deturpare l’ambiente in modo irreversibile, anzi a recuperare, riciclare, rigenerare, e rendere il nostro mondo un posto nuovo e migliore per le generazioni future.

Il futuro è legato proprio a questo, alla capacità di interpretare il rifiuto come una risorsa, creare un prodotto migliorando le condizioni ambientali, in nord Europa questo già avviene da anni in Italia ancora c’è un certo rallentamento dato da uno scetticismo di fondo, da una forte resistenza al cambiamento che ci limita soprattutto sul piano della crescita ed è ben visibile sugli ultimi dati relativi al Pil.

In questi mesi che hanno preceduto il convegno, con il nostro gruppo di lavoro, ci siamo accorti che manca connessione tra i diversi soggetti che operano nel campo, in un mondo dove tutto è connesso dove paradossalmente le macchine comunicano tra di loro con (l’internet delle cose), è necessario attivare questa sinergia, riscoprire il valore della cooperazione questa sarà la chiave per aprire nuovi scenari di sviluppo economico e di rilancio industriale .
La nostra proposta è il nuovo modo di porsi rispetto alle criticità ambientali, la nostra opera di sensibilizzazione ha lo scopo non solo di portare a conoscenza nuove tecniche e un nuovo intendimento del lavoro, ma di presentare la nostra provincia come un territorio che ancora può dare molto sul piano industriale e che ha voglia di fare, voglia di dimostrare il valore di questa terra, aprire il giornale e leggere le notizie che ci fanno conoscere al mondo come uno dei territori che ha più difficoltà a livello industriale ed ambientale non è il migliore biglietto da visita della nostra provincia, giustamente per dovere di cronaca i giornalisti fanno il loro mestiere, cominciamo pero’ nel frattempo a pensare di portare a conoscenza sempre più le eccellenze di questa terra, le imprese che con tutte le difficoltà riescono a crescere, ad innovarsi, il tempo è maturo è arrivato il momento, di esportare le nostre idee i nostri progetti, la nostra curiosità può essere determinante per uscire da questa fase che deprime profondamente questo territorio.

Esistono molte realtà Ciociare molte realtà che operano nel settore dell’innovazione e della eco compatibilità alcune le abbiamo incontrate, non dobbiamo invidiare niente a nessuno dobbiamo assumere più consapevolezza questo è sicuro, oggi qui sono presenti due esempi, il progetto di (Fitorimedio) e (Ponics) il primo un progetto nato da uno studio che ha come obiettivo quello
di depurare il terreno e nello stesso tempo di creare una filiera produttiva attraverso le varie trasformazioni ed i vari utilizzi di una pianta.

Il secondo un metodo innovativo e digitale per produrre ortaggi biologici e allevare pesci con un sistema controllato digitalmente ad impatto (zero), questi progetti rappresentano per noi una parte del lavoro del futuro, sviluppati da due idee e dal coraggio di sostenerle, nati fondamentalmente per arginare le criticità ambientali e creare un’alternativa innovativa ed ecocompatibile che possa
attivare la nascita di una (economia circolare).

Competenze (Skills), progettualità, ricerca, formazione sono questi gli ingredienti per una industria del futuro, è un altro importante argomento che tratteremo oggi servendoci della conoscenza e delle competenze di due importanti agenzie interinali, Gigroup e Manpower che da anni operano su questo territorio.

In un ottica di recupero e di riutilizzo anche la formazione va inclusa in questo processo, il recupero formativo dei lavoratori precari, la formazione certificata in azienda che possa servire da bagaglio conoscitivo al lavoratore, una volta rientrato nel mercato del lavoro, l’orientamento scolastico, l’avvicinamento della scuola al mondo del lavoro sono alcuni degli obiettivi che dobbiamo porci per una crescita condivisa ed una società più equa che non trascuri nessuno.

Concludo dicendo che per anni il Sindacato è stato quel soggetto attento soprattutto a far rispettare giustamente i diritti dei lavoratori, oggi sicuramente deve difendere anche il lavoro, e deve difendere il lavoro dagli abusi dei diritti, per garantire il giusto equilibrio sociale in un epoca dove c’è la paura di affrontare le tematiche legate al lavoro.
Abbiamo capito che siamo chiamati a interpretare un ruolo nuovo in questa società, basato su un profilo diverso, propositivo, pro attivo che indirizzi il lavoro attraverso una partecipazione più ampia sia all’interno che all’esterno del posto di lavoro.
Per riuscire in questo intento occorrono competenze nuove, occorre cambiare la prospettiva, obiettivi questi che si possono raggiungere solo attraverso il confronto tra tutti i soggetti e tra i protagonisti della sfida che ci attende.

Greci Mauro

Materiale Presentato dai Relatori del Workshop